CarpeDiem

“Come la trovo la mia strada?” Me lo sono chiesta spesso e spesso me lo chiedo tuttora. Mi impunto, comincio a scervellarmi su quale possa essere la via più adatta a me, non mi capisco, mi innervosisco e mi demoralizzo. Sostanzialmente, non credo in me.

Poi si accende una lampadina e arrivo alla genialata: non esiste la mia strada. Non ancora. Perciò mi guardo allo specchio e mi dico: “Alice, cosa stai aspettando?! Ti dai una mossa a creartela questa benedetta strada?”

…In questi momenti mi sento un genio e un’idiota al tempo stesso.

 

MoraleDelGiorno: prima o poi nella vita arriva per tutti l’attimo di genio che ci apre la mente per pochi secondi. è quell’attimo che dobbiamo cogliere al volo. più tempo lasciamo passare, più saranno le scuse che creeremo per rimandare, ricadendo irrimediabilmente nel quotidiano stato di idiozia statica.

In modo più conciso, “Carpe Diem”.

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3 commenti

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3 risposte a “CarpeDiem

  1. antigonewoland

    credo di essere una delle poche persone che, a giudicare i miei coetanei, ha sempre saputo quello che voleva. E credimi che vivo con angoscia la situazione di chi, a differenza di me, non sa quello che vuole ma c’é anche che sin da piccola io so determinate cose di me e il mio problema è sempre stato trovare il modo di realizzarle…. Ma questo è un mio problema (l’essere angosciata). Pensa che c’e’ mia madre che invece dice che faccio troppi progetti e dovrei vivere alla giornata. Sebbene certe volte rimpianga il privilegio di poter vivere alla giornata, perchè significa non avere responsabilità e preoccupazioni. Trovo angosciante non avere una strada e non so che consigli darti se non quello di seguire il tuo istinto. Che stai studiando? per certi versi l’hai già scelta almeno a grandi linee oppure sei pentita?
    Non mi sembri una persona che studia tanto per, soprattutto per il cambiamento dall’italia alla spagna e la borsa di studio mi sembra che tu abbia ottimi risultati. Io mi sono iscritta ad architettura per due anni salvo poi scappare a gambe levate. ma è stata una scelta consapevole e a 27 anni, quando vivi da sola da 10 anni e lavori, lo fai per motivi altri rispetto a gran parte dei “ciofani d’occi” e dal modo in cui lo scrivo capisci che lo dico tra il serio e il faceto. Intendo dire che ci sono molti ciofani che si iscrivono all’uni per motivi altri rispetto allo studio, e spesso per scappare dalla famiglia che a volte è assai soffocante
    Insomma dipende… ma La propria strada esiste. ed è la nostra strada. Non ne esistono di prefabbricate, per quanto cerchiamo, per comodità, di conformarci al pensiero unico.
    quindi segui il tuo istinto, la domanda non è qual’è la tua strada ma: cosa vuoi? la strada verrà da se.

    • @li

      Grazie mille per il tuo commento. Hai ragione, verrà da sè. Ma credo che non dipenda tutto dal caso. Per questo mi affanno a cercarla, o meglio a tentare di capire cosa voglio. QUando dico che non esiste, intendo dire che sta al singolo individuo fare in modo che esista. Credo nel destino ma anche nelle capacità umane.

      L’università è importante, ma dovrebbe essere rivisto tutto il sistema universitario a parer mio. Studiare per conoscere e accrescere la propria persona. Non per arrivare a raggiungere un foglio di carta chiamata laurea che ci apre le porte del mondo del lavoro. Così si finisce per diventare degli automi che studiano in stile pappagallo, senza capire, senza voglia, senza il piacere di conoscere di più. E poi manca il riscontro nella pratica. (Presente invece in molte università non italiane. Vedi, per esempio, la Spagna). Si arriva al momento di trovare un lavoro, magari se si è fortunati lo si trova in un periodo relativamente breve e si rimane spiazzati di fronte alle questioni pratiche. Tante nozioni, poca esperienza. Perciò sto rivalutando il valore dello studio così impostato. Perchè mi sono resa conto che a livello umano e personale mi ha apportato molto di più l’esperienza all’estero che anni e anni di studio.

      Cosa vorrei fare? Semplice, scrivere. 😉

      • antigonewoland

        sono d’accordo con te: studiare per conoscere non per il foglio di carta…ma qui si tratta di un problema a monte del sistema universitario/scolastico, ovvero di un problema di valori legati alla cultura e la conoscenza. e ancora prima di senso di se, autostima, amore per se stessi, desiderio di trovare la propria strada rinunciando alla facile soluzione di adeguarsi alle aspettative e l’approvazione dei genitori o del conformarci alla massa.
        credo che l’unica soluzione sia paradossalmente molto egoistica: proseguire per la propria strada e così dare l’esempio.

        Non è facile andare controcorrente ma spesso ne vale la pena. 🙂

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