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Thank’s Magda for your ImpracticalGuide!


 

Do you want to visit Madrid, discovering funny and no-turistic place?!

So you have to know ImpracticalGuide, Magda’s blog about alternative tourism!

Here there’s my interview:

http://www.impracticalguide.com/search/label/Alternative%20Madrid

…but you’ll find a lot of veeery interesting article about cities, like Barcelona, Amsterdam, Hong Kong, and more.

So, good travel!

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¿Queréis visitar Madrid, descubriendo sitios divertidos y que no sean turísticos?

Entonces tenéis que visitar ImpracticalGuide, el blog de Magda sobre el turismo alternativo!

Aquí podéis leer mi entrevista:

http://www.impracticalguide.com/search/label/Alternative%20Madrid

…pero vais a encontrar un montón de artículos interesantes sobre ciudades como Barcelona, Amsterdam, Hong-Kong, y muchas más.

Entonces, buen viaje!

 

Bye, A.

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Lezioni di Vita

Sulla carta é passato un anno, un mese e cinque giorni dalla fine del mio Erasmus.

In pratica vivo ancora a Madrid.

É strano.

Uno parte per l’Erasmus con l’idea di lasciare per un pó la solita vita noiosa di tutti i giorni, per fare un’esperienza unica ed irripetibile. Si immagina di poter vivere nel paese dei balocchi , nel mondo dei sogni e del divertimento per poi dover tornare ahimè al solito tran tran quotidiano di sempre. Scopre invece che dieci mesi in Erasmus possono essere non solo una bella ma breve esperienza, bensì trasformarsi nell’opportunità di stravolgere la propria vita ed iniziare a vedere tutto con occhi diversi…

L’Erasmus non é stato solo la miglior esperienza in ventitré anni di vita; é stata la scelta più azzeccata che potessi fare.

Ho imparato

-che il segreto per parlare lo spagnolo come gli spagnoli sta nell’imitare la loro inconfondibile cantilena

-che Sol é troppo turistica e si incontrano piú italiani che spagnoli. Nonostante ciò é il luogo dove é assolutamente più facile ubriacarsi senza metter mano al portafoglio (solo se sei donna, ovviamente!)

-che il gin tonic come lo fanno nella terrazza del Paris Tokyo non lo trovi da nessun’altra parte

-che prima di ordinare un gin tonic in quella terrazza dovresti ricordarti di controllare il prezzo!

-che nella vita bisogna avere tanta pazienza, soprattutto in coda alla cassa del Carrefour il venerdì pomeriggio!

-che le tapas sono buonissime; ma arriverà presto il momento in cui rimpiangerai  a malincuore la cucina italiana

-che non c’é rimedio migliore a una giornata NO che camminare senza meta per le strade di Madrid, ipod alle orecchie, fino a ritrovarsi dall’altra parte della città in una via totalmente sconosciuta

-che é bello stare in compagnia, ma bisogna imparare ad amare la solitudine

-che é dal silenzio della solitudine che nascono i pensieri più profondi

-che le cose inaspettate, quando accadono, ti sorprendono;  quelle desiderate ti colmano di immensa gioia

-che non esiste una via già segnata per la felicitá; ognuno é artefice della propria e ha tutti gli strumenti per realizzarla

-che nell’amore non ci dev’essere nulla di scontato; amarsi é scoprirsi e conquistarsi ogni giorno

-che l’amicizia vera non dipende dal numero dei messaggi che ci si scambiano; gli amici veri sono coloro che anche dopo anni si ritrovano sempre come fosse passato un giorno dall’ultima volta

-che il passato é un bellissimo album di ricordi, ciascuno dei quali ha contribuito a fare di te la persona che sei ora, nel presente

-che nessuno ti capirà e sosterrà in ogni momento della tua vita tanto quanto i tuoi genitori

-che é molto più facile passare le giornate a lamentarsi che tutto fa schifo piuttosto che rimboccarsi le maniche e iniziare a pensare a come cambiare le cose

-che la Vita é un dono unico, perciò: accontentarsi é stupido, rimandare é perdere un’occasione, rischiare per inseguire un sogno é la chiave di Svolta

-che non si smette mai di imparare…. To be continued.

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Think

Le parole sono lacrime fermate con la scrittura. Le lacrime sono parole che hanno urgenza di sgorgare. (Aleph, P. Coelho)

Le parole sono lacrime fermate con la scrittura. Le lacrime sono parole che hanno urgenza di sgorgare.

Las palabras son lágrimas escritas. Las lágrimas son palabras esperando ser dichas. 

(Aleph, P.Coelho)

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18 aprile 2012 · 11:06 AM

CarpeDiem

“Come la trovo la mia strada?” Me lo sono chiesta spesso e spesso me lo chiedo tuttora. Mi impunto, comincio a scervellarmi su quale possa essere la via più adatta a me, non mi capisco, mi innervosisco e mi demoralizzo. Sostanzialmente, non credo in me.

Poi si accende una lampadina e arrivo alla genialata: non esiste la mia strada. Non ancora. Perciò mi guardo allo specchio e mi dico: “Alice, cosa stai aspettando?! Ti dai una mossa a creartela questa benedetta strada?”

…In questi momenti mi sento un genio e un’idiota al tempo stesso.

 

MoraleDelGiorno: prima o poi nella vita arriva per tutti l’attimo di genio che ci apre la mente per pochi secondi. è quell’attimo che dobbiamo cogliere al volo. più tempo lasciamo passare, più saranno le scuse che creeremo per rimandare, ricadendo irrimediabilmente nel quotidiano stato di idiozia statica.

In modo più conciso, “Carpe Diem”.

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Mr. X: la mia incognita

CHi è Mr. X?

Pensando a una definizione appropriata per il mio Mr. X mi salgono alla mente una serie di espressioni altamente ossimoriche: mr. X è una presenza mancante, un equilibrio instabile, un punto di riferimento mobile. Senza dubbio, non è una certezza assoluta.

Ero ancora in fase di uscita da una lunga relazione ormai agli sgoccioli. Fase complicata. Assalita da mille sensi di colpa. Impaurita davanti a una decisione non facile dopo tutto quel tempo passato insieme, ma che prima o poi avrei dovuto prendere. Quando la  voglia di scappare è mille volte superiore a quella di restare, è chiaro che le cose non vanno come dovrebbero andare. Quando non vedi l’ora di tornare da chi hai lasciato a Madrid per trascorrere le vacanze natalizie a casa, le domande sorgono spontanee. Sarebbe stato molto più facile lasciare le cose così come stavano. Aspettare che succedesse qualcosa. Sperare in un intervento divino che aggiustasse tutto e mi liberasse da ogni tipo di responsabilità. Ma anche l’attesa mi stava stretta. La mia irascibilità aveva raggiunto livelli massimi; coi nervi a fior di pelle ero pronta a scattare per ogni minima cosa che potessi anche solo lontanamente infastidirmi. E piangevo. Tanto, spesso, sempre. La sensazione era quella di essere nel posto giusto con le persone giuste, ma con braccia gambe e mente legate. Ero riuscita finalmente a volare via dalla gabbia, ma avevo dimenticato di sciogliere il laccio che mi legava polsi e caviglie. Sapevo di dover agire, muovermi in una qualche direzione. Ma muovermi. Il mio problema? L’estrema insicurezza. La paura di sbagliare. La mancanza di autostima.

Nel momento più buio del mio primo anno da spirito libero, ho incontrato Mr. X. Personaggio strano e affascinante. Il classico tipo che può farti perdere la testa con uno sguardo, imbambolarti con due parole, farti scoppiare il cuore con un bacio e poi lasciarti lì a racattarne i pezzi. Insomma, nella mia testa mi sforzavo di immaginarmelo con un enorme cartello legato al collo con su scritto “stare alla larga“. Ma come ogni donna che si rispetti, il fascino dello stronzo ha preso il sopravvento sulla mia razionalità, già di per sè alquanto scarsa quando si parla d’amore. Così è entrato nella mia vita, all’improvviso.

E ha capovolto tutto.

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“Quién desea abandonar el lugar donde vive no es feliz”

Es realmente difícil de explicar lo que adviertes cuando en un preciso momento de la vida te sientes “apretado”. Falta el aire, y la única imagen que te permite subir a la superficie para respirar profundamente un poco de vida es el del escape. ¿Dónde? En todas partes. El lugar no es importante. Cualquier rincón del mundo más grande que mi pueblo pequeño me habría salvado de la situación de claustrofobia crónica en la que me encontraba. La elección fue rápida e impulsiva: Madrid. Así que, aprovechando de una beca ganada en el último minuto, hice las maletas y me fui. Las lágrimas de mi madre, los ojos tristes de mis mejores amigas, una historia de cuatro años que se estaba apagando como una pequeña llama en ausencia de oxígeno, el miedo mixto a la emoción para la nueva incógnita vida que me estaba esperando. Novedades. Eso es lo de que en ese momento más necesitaba. Sentía la falta de fuertes sentimientos que no teniesen nada que ver con la aburrida rutina cotidiana. Nuevos lugares, nuevas personas, nuevas experiencias.

Después de un año y más, siempre estoy aquí. Tras el final del período de estudios en el extranjero, amablemente prestado por la beca, dejar Madrid y todo lo que había creado en la que se había convertido en mi ciudad ahora me parecía imposible. Por no hablar de la idea de volver a mi vida anterior. El único pensamiento me ahogaba. Hay unas personas que piensan que estoy loca, que soy un nullafacente “drogada” por la vida nocturna española, otras que todavía no entienden mi necesidad de vivir tan lejos de casa. Hubo momentos en que pensé que los demás tenían razón. Mis amigas, mi familia, mi ex. Entonces, una noche, hojeando las páginas de “La insoportable levedad del ser”, Kundera ha dado una respuesta clara a mis dudas.

“Quién quiere dejar el lugar donde vive no es feliz”

Aquí tengo la siguiente pregunta a la que responder: ¿soy feliz?

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“Chi desidera abbandonare il posto dove vive non è felice”

E’ davvero difficile spiegare ciò che si prova quando in un preciso momento della propria vita ci si sente “stretti”. Manca l’aria e l’unica immagine in grado di riportarti a galla per respirare a pieni polmoni un pò di vita è quella della fuga. Dove? Ovunque. La destinazione ha poca importanza. Un qualunque angolo della terra più grande del mio minuscolo paese di campagna mi avrebbe salvato dallo stato di claustrofobia cronica in cui ero caduta. La scelta è stata veloce e impulsiva: Madrid. Così, aprofittando di una borsa di studio vinta all’ultimo minuto, ho fatto i bagagli e sono partita. Le lacrime di mia madre, la tristezza negli occhi delle mie due meravigliose amiche, una storia di quattro anni che si stava spegnendo come una fiammella in mancanza d’ossigeno, la paura mista all’eccitazione per la nuova ignota vita che mi stava aspettando. Novità. Ecco ciò di cui in quel momento avevo più bisogno. Sentivo la mancanza di sensazioni forti che nulla avessero a che vedere con la solita noiosa routine. Luoghi nuovi, persone nuove, esperienze nuove.

A distanza di un anno e più, mi ritrovo sempre qui. Trascorso il termine del periodo di studi all’estero gentilmente concesso dalla borsa di studio, lasciare Madrid e tutto ciò che avevo creato in quella divenuta ormai la mia città mi è sembrato impossibile. Per non parlare dell’idea di tornare alla vita di prima. Il solo pensiero mi soffocava. C’è chi pensa che sia pazza, chi una nullafacente “drogata” dalla movida spagnola, chi tuttora non comprende il mio bisogno di vivere tanto lontano da casa. Ci sono stati momenti in cui ho pensato che gli altri avessero ragione. Le mie amiche, la mia famiglia, il mio ex. Poi una sera, sfogliando le pagine de “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Kundera ha dato una risposta chiara ai miei dubbi.

“Chi desidera abbandonare il posto dove vive non è felice”

Ecco la prossima domanda a cui dare una risposta: sono felice?

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